La tiroidite di Hashimoto

Intervista al Dr Riccardo Bechi- Endocrinologo.

Tiroidite di Hashimoto? Questa parola a tanti sconosciuta è invece l’infiammazione della tiroide più diffusa al mondo e colpisce prevalentemente le donne, con un incidenza di cinque a uno rispetto all’uomo. I motivi non sono noti, ma presumibilmente sono legati agli ormoni femminili. Negli ultimi venti anni, in Versilia e Lucchesia in particolare, si è registrato un aumento esponenziale di casi: circa il 15% della popolazione femminile ne soffre.

“E’ una malattia di tipo “autoimmune” – spiega il dottor Riccardo Bechi Endiocrinologo del Centro Medico Martini, determinata da una auto-aggressione del proprio sistema immunitario: la produzione di anticorpi e cellule killer verso il tessuto tiroideo ne determina la progressiva distruzione e l’evoluzione frequente verso l’ipotiroidismo cioè una riduzione dell’attività funzionale della ghiandola”. Secondo studi clinici c’è una grossa componente ereditaria, “fattori genetici favorenti”, ma in realtà le cause, secondo gli esperti, sono da ricercare, oltre che in virus, soprattutto nell’ambiente: “l’inquinamento, le sostanze che respiriamo, possono distruggere le cellule della tiroide”. E non dimentichiamoci delle radiazioni. “C’è anche chi attribuisce la colpa della malattia ai vaccini – precisa il medico -, certo il sistema autoimmunitario di chi non contrae le classiche malattie come il morbillo o la varicella è meno stimolato, ma questi studi sono scarsamente attendibili ”.

Di tiroidite di Hashimoto non si muore, anche se le complicazioni possono incidere sulla fertilità, oltre che su cuore, muscoli, intestino e sistema nervoso, ma i controlli devono essere frequenti, sia per il dosaggio del farmaco ad hoc, la tiroxina, sia per escludere noduli attraverso ecografie periodiche. Per le donne incinte le ripercussioni sul feto possono invece essere molto serie.

Il Centro Medico Martini eroga comunque tutte le prestazioni del caso: diagnosi e follow up delle tireopatie, in particolare con esecuzione di visite specialistiche endocrinologiche, ecografie specialistiche tiroidee e agoaspirazioni di noduli tiroidei.

“Le tireopatie nel loro complesso hanno una elevata incidenza nella popolazione lucchese e versiliese – ribadisce il dottor Bechi – in particolare la tiroidite di hashimoto colpisce circa il 10% delle donne e le nodularità tiroidee presentano un’incidenza anche fino al 20-30% della popolazione con il passare degli anni”. “Da rilevare – aggiunge – che circa il 95% dei noduli sono di carattere benigno”.

 Le patologie endocrinologhe sono anche ormonali, ovariche e testicolari.

Il Dott. Bechi è stato allievo della scuola dei professori Baschieri e Pinchera e consigliere dell’associazione degli ex allievi dell’Endocrinologia Pisana, vanta un’esperienza di oltre trent’anni nel campo endocrinologico.

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